histoire et mythes Paris-Milan 1995 S.E.H.A.- Arché.).
Il Flos
lorum o Cathena
urea è inoltre connesso con un testo assai noto della tradizione alchemica inglese, il Ripley Scrowle.
Van Lennep dedica
la sua attenzione alle corrispondenze tra il te
to della Cathena ed il Ripley Scrowle nel
suo Alchimie (Paris 1985) .
Pren-dendo per buona l’attribuzione del nostro testo ad Arnaldo Da Villanova, egli identifica il testo che accompagna molte delle illustr
zioni contenute (in latino o inglese) in varie copie manoscritte della visio del Ripley, con citazioni villanoviane. In realtà
, sia i testi che glimstessi disegni sono ispirati dal ns. testo, che dovette dunque conoscere buona diffusione, oltre che in Italia e Francia, anche in Inghilterra. Addirittura, in un manoscritto del Ripley scrowle di Yale, il testo, in inglese, è in versione integrale. Basandoci su quanto esposto da Van Lennep su quattro manoscritti del Ripley Scrowle (Oxford, Cambridge, Yale e quello della Huntigton library) possiamo osservare la reiterazione insistente dell motivo figurativo del vaso, al cui interno un vecchio incoronato ed un giovane monaco, presentano un libro sigillato a sette sigilli, ognuno legato a sette circoli, o anelli di una catena, all’interno dei quali sono illustrate le sette operazioni ermetiche.
In riproduzioni posteriori, l’immagine del vecchio, del monaco e del libro, si trasformano in un oggetto indistinto. I sette anelli sono a loro volta collegati uno per uno con il cerchio centrale a mezzo di anelli più piccoli. Solo il cerchio in alto a destra è collegato al cerchio centrale a mezzo di un filatterio recante la scritta materia prima. All’interno di questo cerchio il motivo simbolico disegnato presenta a destra un uomo che protende un maglio verso la testa di una donna, mentre a sinistra un uomo le punta una lancia alla testa di un altro uomo nudo, sulla cui gamba si sporge un dragone rampante. Ai piedi della donna sono accovacciati due leoni, uno rosso ed uno verde, sopra le teste dei personaggi troneggiano il sole e la luna, mentre tra l’uomo e la donna compare un rospo (il che allude ad una delle allegorie del Ripley Scrowle), in alto a destra compare un uccello che si invola.
Discendendo verso destra, nel circolo successivo vi sono quattro monaci intorno ad un vaso, motivo che sarà la costante di tutti gli altri circoli. All’interno del vaso l’uomo e la donna sono coricati tra le fiamme. Ai piedi del vaso è scritto solutio. Ai bordi dell’anello si legge la scritta The soule for sothe is his sulphur not burninge (In verità, l’anima è il suo zolfo non urente) non privo di relazione con una riga del nostro testo (...L’anima è il solfore non urente , il quale congela ....).
Nell’anello successivo, al vaso contenente la coppia alchemica tra le fiamme, si aggiungono un essere aureolato ed un uccello che fuoriescono da un becco di cui è dotato il tappo del vaso. Altri tre vasi si notano sullo sfondo. Ai piedi del vaso campeggia la scritta blacke (nero) mentre ai bordi dell’anello si legge A calido et humido primo ex illis passie quam debilis sum (nel nostro testo "Ponimi nel caldo e nell’humido, et di quelli pascemi, perché son debile...".).
L’anello successivo ripresenta la stessa scena, ma sull’uomo e sulla donna nel vaso si notano due uccelli, uno che vola verso il basso, ed uno che vola verso l’alto. A latere si notano altri due vasi, sulla sommità dei quali sono visibili un uomo ed un uccello. La scritta sul bordo è Et leniter digestus amicabile sum ideo exalta ingressu illius , raffrontabile nel nostro testo con "...Leggermente digesto son animato, et però essaltami...".-
Il circolo successivo presenta nel vaso, come sempre attorniato dai monaci, una donna partoriente nell’acqua, mentre un uccello si invola. La scritta che si legge sull’anello è Exalta separa subtilia me ut possim reducere ad simplex, nel nostro testo con "...essaltami, separa sublimami, acciò possa esser ridutto all’essere semplice...". Continuando a risalire sulla sinistra , nel vaso si vede una donna in piedi nell’acqua, motivo che sarà ripetuto più o meno identicamente nei due anelli successivi. Sul primo anello leggiamo : Scicio deficio pota me et me albifica, nel nostro testo correlabile alla scritta della quinta catena (..ho sete, dammi da bere, fammi bianco..) mentre la scritta che il nostro testo attribuisce alla sesta catena (...noi siamo vedovi et orfani, et lontani di casa propria per riduttione ad essa casa propria, acciò che il corpo amicabilmente m’abbracci.) fa riscontro la scritta del settimo anello : Vidui sumus et a domo propria elongati sumus ideo nos ipsum reduce ut corpus nos amplectet et amicabile nobis fiat. La scritta che nel nostro testo è impressa sulla settima catena è "....fa leggermente, con foco amicabile, che niuna violenza non ci possa separare...", ed è associabile a quella che nei manoscritti citati della Ripley Scrowle accompagna l’ottavo ed ultimo anello :".... Leniter cum igne amicabili fac ut aliqua violentia nos superare non possit...".
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